LECCO, 28 settembre 2026 – L’ultima giornata del Festival Treccani della lingua italiana, tenutosi a Lecco, ha offerto un confronto ricco su temi di grande rilevanza, quali il dialogo, il potere delle parole, e l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla comunicazione. Durante questa nona edizione della manifestazione, esperti e appassionati di linguistica si sono riuniti per riflettere su come il linguaggio possa connettere le persone e arricchire le relazioni umane.
Il Gioco delle Parole: Un Inizio di Riflessione
A Palazzo delle Paure, la trasmissione di Rai Radio 3 “La lingua batte”, condotta da Paolo Di Paolo, ha dato il via a un dibattito interessato sui “termini orrendi” della lingua. Gli ospiti, Stefano Bartezzaghi e Andrea Moro, hanno iniziato il loro intervento affrontando in modo ludico la questione del linguaggio, sottolineando al contempo le parole da evitare. Bartezzaghi ha espresso la sua antipatia per espressioni come “mi taccio”, mentre Moro ha criticato l’abuso di termini come “super”, evidenziando il rischio di impoverire il linguaggio.
Dialogo e Comunicazione: Fondamenta della Relazione Umana
Il dibattito ha poi preso una piega più seria, considerando il legame tra linguaggio e dialogo. Moro ha messo in evidenza l’importanza dei pronomi “io” e “tu” nell’insegnamento ai bambini e come essi siano essenziali per la comunicazione interpersonale. Ha anche proposto un gioco etimologico, sottolineando come “dialogo” significhi unione, in opposizione al “diavolo”, simbolo di divisione.
Intelligenza Artificiale: Opportunità e Limiti
Il tema dell’intelligenza artificiale non poteva mancare in una manifestazione dedicata al linguaggio. Moro ha paragonato l’attuale evoluzione tecnologica a quella della stampa, sottolineando l’importanza di preservare la nostra umanità di fronte a strumenti che non possono esprimere incertezze. Bartezzaghi ha condiviso la sua esperienza nell’uso dell’AI, specificando che la macchina non può cogliere le sfumature e i doppi sensi tipici dell’intelligenza umana.
Il Dialogo Come Strumento di Collaborazione
Giuseppe Patota e Valeria Della Valle hanno discusso il valore del dialogo nella collaborazione, evidenziando come il confronto faccia sentire meno soli e trasformi il lavoro in un’avventura linguistica. Hanno incoraggiato il pubblico a identificare le parole scomode e semplicistiche, come “reimigrazione” o “senza se e senza ma”, e a riflettere su come questi termini influenzino la nostra comunicazione quotidiana.
Asimmetrie del Dialogo: Una Questione di Equità
Claudia Bianchi ha esplorato le asimmetrie nel dialogo, ponendo l’accento sulle situazioni in cui uno dei partecipanti ha il sopravvento sull’altro. Ha sottolineato l’importanza di riconoscere la soggettività altrui e la necessità di un ascolto attivo per promuovere una comunicazione equa. Il richiamo alla costruzione di una vera conversazione, anche nei rapporti più intimi, è stato un punto centrale del suo intervento.
Musica e Linguaggio: L’Arte di Comunicare
Il cantautore Frau ha portato la sua esperienza artistica al Festival, legando la musica alla letteratura e alla scrittura. Ha parlato del suo legame con le opere di Dostoevskij e della scelta di scrivere in italiano, ritenendolo un linguaggio affascinante per molti stranieri. Per Frau, la disciplina e la connessione con il pubblico sono essenziali nella creazione musicale, evidenziando che il dialogo è fondamentale anche nel contesto della musica.
Conclusione: Un Festival di Riflessione e Dialogo
Il Festival Treccani della lingua italiana ha chiuso con una serie di incontri stimolanti che hanno toccato temi di linguistica, filosofia e comunicazione. I relatori hanno invitato a riflettere sull’importanza del dialogo e sull’impatto che le parole possono avere nelle diverse sfere della vita. Con un invito alla scoperta e alla valorizzazione della lingua, Lecco ha celebrato con successo questa nona edizione del festival.

