Empatia e Tecnologìa: Il Dilemma della Modernità
Può una macchina essere empatica? Qual è il rimanente aspetto irriducibilmente umano quando la tecnologia è capace di simulare comportamenti, linguaggi e relazioni? Questi interrogativi fanno da sfondo alla mostra Exercises in Empathy: Spiritual Machines, che sarà inaugurata il 6 ottobre presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e rimarrà visitabile fino al 20 novembre. Quest’esposizione rappresenta la tappa milanese della prima edizione di Art Cut – Catholic Universities Art Triennale 2026, un progetto internazionale promosso dal Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede.
Un Progetto Interuniversitario
La Triennale, curata dal professor e ricercatore portoghese Nuno Crespo, con la co-curatela di Elena Di Raddo e Alessandra Squizzato, ha scelto il tema Exercises in Empathy per il suo esordio, trasformando l’empatia in un ambito di incontro tra arte, tecnologia, spiritualità e cultura contemporanea. Non si tratta di una grande esposizione concentrata in un’unica sede, ma di una manifestazione diffusa che coinvolge sette università di tre continenti, tra cui Rio de Janeiro, Santiago, Bogotá, Boston, oltre a Milano, Lisbona e Luanda.
Opere e Spazi all’Università Cattolica
A Milano, il progetto si inserisce direttamente nei spazi dell’Università Cattolica. Nel campus storico di largo Gemelli sono esposte 14 opere di artisti contemporanei, in dialogo con la quotidianità dell’ateneo e la sua architettura. Al centro dell’iniziativa c’è la salvaguardia della dimensione umana in un mondo sempre più influenzato dall’intelligenza artificiale e dalla crescente mediazione tecnologica.
Gian Maria Tosatti e il Corpo dell’Architettura
Particolarmente suggestivo è l’intervento di Gian Maria Tosatti. La sua opera Respiro (2026), concepita per l’ambulacro superiore dell’Università, non presenta un oggetto tradizionale, ma altera sottilmente ciò che già esiste: la luce si abbassa, i suoni diventano ovattati e dall’impianto di aerazione fluisce lentamente un sangue sintetico. Questo intervento fa sì che l’edificio sembri acquisire un corpo, riportando al presente le cicatrici della storia.
Spiritualità e Astrazione con Rodrigo Cass
Il contributo del brasiliano Rodrigo Cass, artista ed ex monaco carmelitano, esplora il legame tra astrazione e spiritualità. Attraverso dipinti, forme geometriche e proiezioni luminose, Cass trasforma un’aula universitaria in uno spazio contemplativo, dove quadrati e cerchi diventano strumenti per evocare meditazione e trascendenza, senza ricorrere alle immagini sacrali tradizionali.
Il Dialogo tra Materia e Suono di Rui Chafes e Orla Barry
Il concetto di visibile e invisibile viene ulteriormente esplorato attraverso Unsaid, opera collaborativa dello scultore portoghese Rui Chafes e dell’artista e poetessa irlandese Orla Barry. La struttura in ferro interagisce con la voce, creando un contrasto tra la pesantezza della materia e l’immaterialità del suono. Il “non detto” del titolo genera uno spazio in cui corpo, parola e silenzio convivono, ponendo domande sull’esperienza difficile da razionalizzare.
Riflessioni sul Futuro: Corpo, Memoria e Spiritualità
Le sculture di Chafes si estendono poi negli spazi dell’ateneo, influenzando la percezione dell’architettura storica. Exercises in Empathy non si propone di offrire risposte dirette alla trasformazione tecnologica, ma piuttosto di riportare l’attenzione su ciò che resiste alla sua completa traduzione in dati e simulazioni: il corpo, la memoria, l’ascolto, le relazioni e la dimensione spirituale. Attraverso l’arte, l’università diventa quindi un laboratorio di esplorazione sui confini sempre più sfumati tra il umano e l’artificiale.

