I “Brics” tra problemi di “governance globale” e ruolo crescente dei Paesi africani
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di Cosimo Graziani
New Delhi (Agenzia Fides) – Il diciottesimo summit dei paesi Brics si è svolto a New Delhi dal 13 al 14 settembre. Quest’anno, l’India ha assunto il ruolo di paese ospitante, guidando un gruppo che rappresenta il 40% del PIL globale e metà della popolazione mondiale. Attualmente, i Brics comprendono undici nazioni: Brasile, Russia, Cina, India, Sudafrica, Egitto, Etiopia, Iran, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Indonesia, oltre a vari paesi partner.
Il tema del summit di quest’anno ha riguardato la “costruzione della resilienza, dell’innovazione, della cooperazione e della sostenibilità”, con la dichiarazione finale che rifletteva queste priorità. I partecipanti hanno applaudito a un approccio multilateralista per affrontare le questioni globali, affrontando anche temi specifici come la situazione in Palestina e la tensione in Iran.
In particolare, la dichiarazione ha sottolineato la preoccupazione per l’escalation delle tensioni in Iran, invitando alla moderazione per prevenire ulteriori conflitti. Per quanto riguarda il Medio Oriente, sono state espresse forti opposizioni a qualsiasi azione che potesse comportare un cambiamento demografico nei territori palestinesi. Inoltre, l’utilizzo delle sanzioni economiche è stato criticato come dannoso per il commercio e contrario alla Carta delle Nazioni Unite.
Tuttavia, nonostante l’apparente unità, ci sono divisioni interne tra i membri del gruppo, in particolare tra i paesi del Medio Oriente, come l’Iran e le monarchie arabe, che hanno interessi e alleanze diversi. Anche il conflitto in Ucraina è stato solo marginalmente discusso durante il summit, evidenziando le difficoltà di una politica esterna comune.
Per i paesi africani, i Brics rappresentano una significativa opportunità per promuovere le loro priorità politiche. Con tre membri BRICS e due partner africani, Nigeria e Uganda, l’organizzazione potrebbe servire come piattaforma per migliorare la governance e facilitare gli investimenti. L’Etiopia, per esempio, mira a sostenere la propria adesione all’Organizzazione Mondiale del Commercio attraverso il supporto dei Brics.
Durante il summit, il presidente sudafricano Ramaphosa ha evidenziato la necessità di un’agenzia internazionale per regolare l’intelligenza artificiale, suggerendo che questa tecnologia possa contribuire positivamente in molte aree, ma anche rappresentare una minaccia se non controllata. Anche i rappresentanti nigeriani e ugandesi hanno sottolineato l’importanza di una riforma della governance internazionale e il potenziale della Nuova Banca per lo Sviluppo come strumento per facilitare gli scambi commerciali.
Rimane da vedere se i Brics riusciranno a perseguire questi obiettivi e se i paesi partner africani decideranno di diventare membri a pieno titolo. Un potenziale “pilastro africano” all’interno dei Brics, composto da cinque membri, potrebbe non solo rafforzare l’influenza dell’Africa nel gruppo, ma anche ridefinire le dinamiche della governance globale.
(Agenzia Fides 19/9/2026)

