Il Vaticano e l’Intelligenza Artificiale: Una Nuova Via attraverso l’Arte
L’ultima risposta del Vaticano all’intelligenza artificiale non si concretizza in un documento dottrinale, ma attraverso una mostra diffusa. L’enciclica Magnifica humanitas, firmata da Papa Leone XIV, sottolinea il rischio che lo sviluppo dell’IA possa compromettere la dimensione relazionale e spirituale dell’essere umano. Ora, il Vaticano si rivolge all’arte contemporanea come spazio di riflessione pubblica, portando alla nascita della Triennale d’Arte delle Università Cattoliche.
Exercises in Empathy: Tematica della Triennale
Il titolo della prima edizione, Exercises in Empathy, chiarisce la direzione dell’iniziativa. Mentre gli algoritmi possono generare immagini, testi, musica e decisioni, resta aperta una domanda fondamentale: quali aspetti dell’esperienza umana rimangono irreplicabili dalla simulazione? Secondo il Vaticano, la risposta è l’empatia, definita non solo come emozione, ma come la capacità di vivere l’esperienza altrui, base delle relazioni, educazione e vita comunitaria.
Un Progetto Culturale Ambizioso
La Triennale rappresenta uno dei progetti culturali più ambiziosi promossi dalla Santa Sede negli ultimi anni. A partire dal 27 agosto, avrà luogo alla Pontificia Universidade Católica di Rio de Janeiro, proseguendo in città come Bogotá, Boston, Milano, Lisbona, Luanda e Santiago del Cile. Le università cattoliche si trasformano così in laboratori di dibattito tra arte, filosofia, teologia e scienze sociali.
Università come Centri di Conoscenza
La selezione delle università non è casuale; il Dicastero le considera luoghi dove il sapere conserva una dimensione unitaria. Questo si inserisce nel dibattito contemporaneo sulla frammentazione delle conoscenze e sulla necessità di collegare discipline diverse. Il progetto è curato da Nuno Crespo, direttore della Facoltà di Belle Arti dell’Università Cattolica del Portogallo, che definisce la Triennale una “Scuola di Empatia”.
Un Percorso Artistico Internazionale
Il programma dell’iniziativa include opere di artisti di diverse nazionalità e stili. A Rio verranno esposte opere di Ana Maria Maiolino e Arthur Jafa; Bogotá accoglierà Apichatpong Weerasethakul; in Cile si metteranno in luce Korakrit Arunanondchai e Rivane Neuenschwander. Boston dedicherà un focus a Corita Kent, con Luanda che riunirà artisti come Sammy Baloji e Kiluanji Kia Henda. Lisbona presenterà una delle sezioni più ampie, includendo figure celebri come Martha Rosler e William Eggleston.
Il Ruolo dell’Arte nell’Era degli Algoritmi
Più che una semplice riflessione sull’IA in termini tecnologici, la Triennale pone domande sulle condizioni dell’umanità nell’era degli algoritmi. Se la produzione di immagini può essere automatizzata, qual è il posto rimasto per la creatività, l’esperienza e la sensibilità? Queste tematiche dilagano nel dibattito artistico contemporaneo e sono al cuore delle discussioni della Triennale.
Un’Operazione Culturale Necessaria
Il pensiero del cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero e protagonista della strategia culturale della Santa Sede, è di particolare rilevanza. Egli descrive l’empatia come una “necessaria operazione culturale di salvataggio” in una società dominata da polarizzazioni. De Mendonça sottolinea come le università devono trasformare il sapere specialistico in responsabilità condivisa, formando professionisti che vedano l’altro come un essere umano e non solo come una funzione.
La Visione Futura del Vaticano
La Triennale si fonde così in una linea culturale sostenuta dal Vaticano, che mira a consolidarsi nel sistema artistico globale. Dopo il Padiglione della Santa Sede alle Biennali di Venezia, l’attenzione si sposta ora sulle università, considerate come infrastrutture permanenti di produzione culturale. Al centro di tutto rimane l’esperienza umana. Per la Santa Sede, affrontare le sfide contemporanee, incluso il tema dell’IA, passa attraverso l’arte, l’educazione e la capacità relazionale, aspetti che al momento non possono essere sostituiti da alcun algoritmo.

