La polizia informatica ha avviato indagini riguardanti l’accesso abusivo a sistemi informatici e frode informatica. Gli hacker avrebbero utilizzato un’email certificata rubata delle forze dell’ordine italiane per ottenere dati sensibili, come residenza, passaporto, conti correnti e movimenti bancari.
Un gruppo di hacker ha messo in atto una truffa ai danni di Revolut, sfruttando un’email istituzionale compromessa riconducibile a un’agenzia governativa italiana. Mascherandosi dietro un dominio legittimo, questi criminali informatici sono riusciti a ottenere informazioni personali di circa 700 clienti della piattaforma di servizi bancari. La polizia informatica è attualmente coinvolta nell’indagine, con l’obiettivo di identificare i colpevoli.
Rubati i dati di 680 clienti
Revolut ha confermato l’accaduto, definendo la situazione come una “sofisticata truffa di impersonificazione esterna”, in cui un soggetto non autorizzato ha abusato di un indirizzo email legittimo per richiedere informazioni sensibili. I dati sottratti includono informazioni sui passaporti, indirizzi di residenza, conti bancari e transazioni economiche. Fortunatamente, Revolut ha assicurato che i suoi sistemi e i fondi dei clienti non sono stati compromessi.
Usato un indirizzo certificato delle forze dell’ordine italiane
Revolut ha affermato di aver adottato misure immediate non appena ha scoperto la frode. Un portavoce della compagnia ha dichiarato che l’agenzia governativa e le autorità competenti sono state avvisate. Il trucco non ha richiesto l’accesso non autorizzato ai server; gli hacker hanno semplicemente utilizzato un account email ufficiale già compromesso delle forze dell’ordine, simulando una richiesta legittima per un’indagine internazionale.
Istituti finanziari obbligati a fornire dati a forze dell’ordine ed enti governativi
Gli hacker hanno comunicato con Revolut per oltre due mesi, spacciandosi per funzionari di polizia italiana. Hanno chiesto dati riservati, ai quali l’azienda ha “obbedito come ‘un bravo ragazzo'”. Questa situazione mette in luce la vulnerabilità degli istituti finanziari, obbligati a fornire informazioni alle autorità competenti per eventuali indagini. Revolut ha dichiarato che ha trattato le richieste come legittime, basandosi sull’autenticazione del dominio.
Codacons pronto ad azioni legali
Il Codacons ha risposto a questa frode richiedendo maggiori chiarimenti e considerando possibili azioni legali per la violazione della privacy degli utenti. L’associazione ha sottolineato l’importanza di chiarire se i dati rubati includano informazioni sensibili dei clienti italiani e ha chiesto alle autorità di indagare su possibili violazioni di altre istituzioni e forze dell’ordine italiane. È fondamentale comprendere l’estensione della minaccia e i rischi associati alla protezione dei dati personali.
Conclusione
Questa situazione evidenzia la crescente sofisticazione delle truffe informatiche e la necessità di vigilanza da parte delle istituzioni finanziarie. È essenziale che i consumatori siano informati sui rischi, e che le aziende implementino misure di sicurezza rafforzate per proteggere i dati sensibili dei loro clienti. La collaborazione tra le forze dell’ordine e le aziende finanziarie sarà cruciale per prevenire simili incidenti in futuro.

