L’avvio dell’anno scolastico 2026/2027 presenta una sfida alla scuola italiana, che pone al centro una questione pedagogica: come costruire un ambiente scolastico inclusivo mentre l’Intelligenza Artificiale (IA) entra nella quotidianità di docenti e studenti? La risposta non riguarda solo l’uso di nuovi strumenti, ma interroga il significato stesso dell’insegnamento e la personalizzazione dei percorsi educativi.
Integrazione tra Inclusione e Tecnologie
Due dirigenti scolastici, Gianfranco Restivo e Daniele Scarampi, offrono prospettive diverse su come affrontare questa trasformazione. Restivo, dell’Istituto Comprensivo “Giosuè Carducci” di Olginate, enfatizza l’unione tra inclusione, digitalizzazione e IA nel processo didattico. Scarampi, a capo dei Licei “G. Della Rovere” di Savona, riflette su come la cultura dell’inclusione possa essere sostenuta da esperienze che favoriscono l’autonomia degli studenti.
La Sfida della Digitalizzazione
La storicità dell’inclusione nella scuola italiana deve affrontare una nuova fase d’innovazione tecnologica. L’IA generativa ha la capacità di trasformare contenuti rapidamente, presentando sia opportunità che interrogativi riguardo alla qualità dei materiali e alla responsabilità degli insegnanti. Le Linee guida del Ministero dell’Istruzione del 2025 collocano questa sfida in un contesto nazionale, sostenendo un approccio centrato sull’uomo.
Un’Implementazione Graduale
Presso l’Istituto “Giosuè Carducci”, l’approccio è definito dall’identità della scuola, dove l’inclusione è vista come fondamentale per ogni studente. Strumenti di IA, se utilizzati adeguatamente, possono facilitare la personalizzazione delle risorse didattiche, ma la responsabilità educativa rimane sempre nelle mani dei docenti.
Formazione e Condivisione delle Buone Pratiche
Restivo sottolinea l’importanza di trasmettere le pratiche innovative attraverso i dipartimenti e i gruppi di lavoro. La formazione deve essere orientata non solo sull’uso della tecnologia, ma anche sullo sviluppo di funzioni educative collaborative. La risposta degli insegnanti alle sfide segmentate dell’IA deve essere qualitativa e condivisa.
Il Ruolo della Persona nell’Educazione
Scarampi ricorda che l’inclusione deve partire dalla valorizzazione delle diversità. L’evoluzione della legislazione scolastica ha portato a una comprensione più ampia della disabilità. Ora, si deve guardare all’accompagnamento degli studenti verso l’autonomia, utilizzando la tecnologia in modo tale da elevare l’esperienza educativo.
Innovazione e Progetto di Vita
A Savona, iniziative come “Imparo a lavorare” collegano l’educazione scolastica al mondo del lavoro. Questo approccio richiede che la comunità educativa consideri non solo il presente, ma anche il futuro degli studenti, preparando adulti capaci di affrontare le sfide che la vita post-scolastica pone. La scuola diventa così un luogo di costruzione di identità e competenze nel contesto di una comunità.
Una Scuola Inclusiva con IA
In conclusione, l’esperienza di Olginate e Savona suggerisce che inclusione e Intelligenza Artificiale non devono essere visto in opposizione, ma come alleati nel percorso formativo. Occorre un approccio pedagogico che valorizzi la persona, utilizzando l’IA come strumento per arricchire la didattica e non per standardizzare. L’educazione deve rimanere centrata sull’individuo, utilizzando la tecnologia per aumentare possibilità e non per cristallizzare identità.

