L’intelligenza artificiale si presenta come un elemento “distruttore” e al contempo creatore di lavori, un consumatore di risorse e una potenziale minaccia per il consumo sostenibile, oppure, in un’altra ottica, come strumento di sostenibilità. Questo dualismo dell’intelligenza artificiale rappresenta una rivoluzione destinata a generare effetti profondi sull’economia, sull’ambiente e sulla vita quotidiana di milioni di cittadini. Se gestita in modo adeguato, attraverso regole condivise, l’Europa può trasformare questa sfida in una significativa opportunità di crescita. Così afferma il Consumers’ Forum, un ente indipendente composto da associazioni di consumatori, imprese industriali e di servizi, che questa settimana si riunirà a Bruxelles con l’eurodeputato Brando Benifei, relatore dell’AI Act europeo.
Al centro dell’attenzione ci sono i rischi e gli impatti dell’intelligenza artificiale sul mondo del lavoro, sulla vita quotidiana e sull’ambiente. Il Consumers’ Forum chiederà alle istituzioni europee di accelerare nell’ambito della protezione dei consumatori e dell’algoretica, vale a dire lo studio dei problemi etici legati all’applicazione degli algoritmi.
A rischio un posto di lavoro su quattro
Secondo il Consumers’ Forum, l’intelligenza artificiale mette in pericolo un posto di lavoro su quattro a livello globale. Dati recenti di ailayoffs.live indicano che dal 2023 si sono persi circa 425mila posti di lavoro a causa dell’AI, di cui 142mila solo in Europa. Dall’inizio del 2024, sono stati creati 284mila posti di lavoro nel settore dell’intelligenza artificiale, nonostante le aziende stiano già sostituendo alcuni lavoratori con l’AI (confermata da 74 aziende). Inoltre, oltre un miliardo di lavoratori nel mondo avrà bisogno di riqualificazione entro il 2030.
Un quarto dell’occupazione globale è rappresentato da professioni potenzialmente vulnerabili all’IA, con tassi più elevati nei paesi ad alto reddito (34%). “In sostanza, un lavoratore su quatro potrebbe perdere il proprio posto a causa dell’intelligenza artificiale”, spiegano gli esperti del Consumers’ Forum, evidenziando che i lavori a rischio riguardano principalmente attività ripetitive, come assistenza amministrativa e customer care.
AI e acquisti online
L’influenza dell’intelligenza artificiale si estende anche agli acquisti online. Un terzo degli italiani utilizza l’AI per guidare le proprie scelte su piattaforme di e-commerce, con un valore di mercato potenziale di circa 22 miliardi di euro annui in Italia entro il 2026. Si prevede che il valore delle transazioni online supportate da assistenti intelligenti in Europa raggiunga i 310 miliardi di euro nei prossimi dieci anni.
L’impatto ambientale dell’AI
Tuttavia, l’intelligenza artificiale presenta anche sfide ambientali. L’International Energy Agency prevede un raddoppio del consumo di elettricità da parte dei data center entro il 2030, raggiungendo i 945 terawattora e rappresentando il 3% del consumo globale di elettricità. Attualmente, i data center AI contribuiscono tra il 2,5% e il 3,7% delle emissioni globali di gas serra, aggravando la pressione su acqua, suolo e risorse naturali.
Dall’intelligenza artificiale una possibile soluzione
Nonostante queste sfide, l’intelligenza artificiale potrebbe anche offrire risposte efficaci. Secondo Furio Truzzi e Patrizia Modesti, rispettivamente presidente e vicepresidente del Consumers’ Forum, l’AI ha il potenziale di creare nuove professioni e opportunità lavorative, compensando le perdite. Inoltre, può fornire soluzioni per limitare l’impatto ambientale, ottimizzare l’uso delle risorse e migliorare i processi produttivi. Anche su sollecitazione delle associazioni di consumatori, si chiederà all’Unione Europea di accelerare su questi temi, affinché l’intelligenza artificiale possa servire in modo proattivo i cittadini e migliorare la loro vita quotidiana.

