«Napoli è un esempio per l’Europa, capace di trasformare il proprio presente e costruire il proprio futuro». Questa è l’affermazione centrale dell’intervento di Antal Kuthy, fondatore e CEO di E-Group, esperto di Intelligenza Artificiale. Kuthy ha tenuto una lectio magistralis a Foqus, nei Quartieri Spagnoli, dedicata al tema “Sovranità dell’IA in Europa? Diritti, dignità e sostenibilità”. La sua presenza è stata parte delle Giornate di Educazione e Ambiente, un evento che si svolgerà fino a domani e che comprende incontri su trasformazioni tecnologiche, educative e ambientali.
Il Futuro della Formazione nell’Era dell’IA
Kuthy ha espresso la sua posizione sul futuro della formazione, affermando che «non sarà l’aumento dell’IA a garantire successi educativi, ma piuttosto la capacità di insegnare quando non usarla». Riferendosi a uno studio del 2025 su circa mille studenti delle scuole superiori, ha sottolineato che «chi ha utilizzato ChatGpt tradizionale ha ottenuto risultati peggiori all’esame finale», con un calo del 17% rispetto a chi ha utilizzato l’IA in modalità tutor. «La differenza sta nel design e nella finalità dello strumento», ha aggiunto.
Un Modello Educativo Innovativo
Kuthy ha elogiato Foqus come un modello educativo innovativo, evidenziando l’importanza della rigenerazione centrata sulle persone e non sulle tecnologie. «Questa realtà ha capito che la rigenerazione parte dalle persone», ha affermato, sottolineando come il suo approccio metta al centro il bambino e la relazione, senza mai separare apprendimento ed emozione. «Le macchine possono fornire informazioni, ma non sono in grado di formare un individuo», ha affermato Kuthy.
L’Impatto dell’IA sulle Economie Globali
L’intelligenza artificiale è in grado di accelerare i progressi scientifici, come dimostra il progetto AlphaFold di Google DeepMind, che ha recentemente ricevuto il Premio Nobel per la Chimica nel 2024. Kuthy ha spiegato come l’IA possa fungere da guida esperta in vari settori, fornite a chi non avrebbe mai l’opportunità di avere accesso a esperti. Tuttavia, ha avvertito che i benefici non sono automatici e che la catena del valore è concentrata. «La vera domanda non è solo quanto valore crea l’IA, ma chi ne trae vantaggio», ha osservato.
Il Ruolo dell’Europa nell’IA
In questo contesto globale, Kuthy ha sottolineato la necessità per l’Europa di non limitarsi a essere un semplice cliente della tecnologia. «L’Europa è forte nelle regole, ma dipendente dalle macchine», ha spiegato, evidenziando che i giganti della big tech americana controllano il 70% del mercato Cloud. Ha anche fatto notare che nel 2025, l’Europa ha prodotto solo due modelli rilevanti di IA rispetto ai 59 prodotti dagli Stati Uniti e ai 35 dalla Cina.
Verso una Sovranità nei Dati
Kuthy ha concluso il suo intervento invitando l’Europa a comportarsi come una superpotenza, suggerendo che è fondamentale ridurre la dipendenza dalle tecnologie esterne e costruire un proprio ecosistema di IA. «L’Europa deve sviluppare un’industria di intelligenza artificiale centrata sull’essere umano e sulla sovranità dei dati», ha affermato, ponendo l’accento sulla necessità di una cooperazione globale e di un dialogo, soprattutto in ambito IA.

