Uno degli esempi più recenti dell’inscindibile binomio moda e arte. Dal front row della sfilata Chanel Autunno/Inverno 2026/27, Joël Blanc ha dipinto ad acquerello la collezione in tempo reale, catturandone i momenti direttamente mentre la sfilata era in corso. (Foto di Swan Gallet/WWD via Getty Images)
AMIAMO IL PROGRESSO, MA FORSE NON QUANTO LO TEMIAMO. Ci crogioliamo nei vantaggi che porta nelle nostre vite, senza però smettere di chiederci: cosa ne sarà di noi se, a un certo punto, sarà in grado di sostituirci? Un cortocircuito esistenziale, certo, ma anche piuttosto pratico e intellettuale.
Se non puoi combatterli, unisciti a loro. Parliamo dell’intelligenza artificiale, che è diventata il grande nemico/amico dell’essere umano. La sua presenza nel nostro quotidiano è innegabile, anche quando tentiamo di ignorarla rispondendo con un nonchalant: «Io non la uso» durante le conversazioni.
Anche la moda ha ceduto al fascino dell’AI, con esempi di campagne pubblicitarie e contenuti generati da intelligenza artificiale che spesso hanno deluso. Tuttavia, con l’aumentare della presenza di AI, cresce il desiderio di autenticità, di qualcosa di più umano e concreto. Questo desiderio ha trovato spazio nel settore moda, dove molti preferiscono l’abilità, lo sguardo e l’imprevedibilità di artisti veri.
Moda e arte: un binomio che resiste
In quest’ottica, Hermès si distingue come un paladino dell’autenticità. Recentemente, ha collaborato con il collettivo messicano Studio Mestiz per creare allestimenti di vetrine che trasportano i visitatori in un universo di intrecci di vimini, fiori giganti e personaggi fantastici, reperendo ispirazione nel mondo delle fiabe.
Non è un caso isolato: Hermès ha suscitato entusiasmo con campagne che animano le illustrazioni della designer parigina Sarah Martinon, realizzate con la magia di Armand Béraud. Il profilo Instagram del brand sembra una piattaforma dedicata allo sviluppo e alla celebrazione dell’arte, mostrando opere di diversi illustratori e artisti.
La direzione futura della moda e dell’arte
Supportare l’arte e l’autenticità non significa negare il progresso, ma piuttosto salvaguardare ciò che è genuino. L’arte e la creatività umana sono essenziali, e sostituirle con creazioni artificiali sarebbe una perdita significativa. Anche se avanzate, le creazioni artificiali difficilmente possono evocare l’emozione e l’imperfezione che caratterizzano l’arte.
Nonostante l’uso crescente dell’intelligenza artificiale, il desiderio di autenticità e di realismo non accenna a diminuire. C’è sempre più bisogno e voglia di esperienze e prodotti che non ci facciano domandare continuamente se siano reali o generati artificialmente.
Il valore di chi sceglie l’umano risiede nel fatto che, in un mondo dove tutto può essere creato, ciò che è reale acquista un peso speciale, facendo luce sul buio dell’artificialità che ci circonda.

