La scena artistica contemporanea si arricchisce di realtà diverse, dalle opere di Paola Adamo, che sfruttano le stazioni ferroviarie come spazi di transito e riflessione, alla reinterpretazione della Via della Seta da parte di sette artisti cinesi a Roma, fino all’impegnativo lavoro di Giovanni Sesia sulla fotografia e la memoria. In altre parti d’Italia come Lucca e Bari, Simone Domeniconi esplora il legame tra scacchi, cinema e intelligenza artificiale, mentre Stefania Ruggieri trasforma esperienze di attualità in un archivio visivo della memoria collettiva.
Paola Adamo: una pittura in transito
Nel contesto della Crumb Gallery e successivamente al Caffè Letterario Giubbe Rosse a Firenze, Paola Adamo presenta la sua mostra intitolata Never Say Never, dal 11 settembre al 4 ottobre. Questa esposizione segue il precedente progetto “Transiti”, mantenendo la sua attenzione sulle stazioni ferroviarie, luoghi emblematici per l’artista. Adamo combina rigore geometrico e linguaggio figurativo, creando opere che invitano lo spettatore a riflettere sulla transitorietà degli spazi e delle dinamiche sociali del nostro tempo.
Il suo lavoro è influenzato dalle teorie di Michel Foucault sulle eterotopie, spazi che, seppur reali, offrono una visione “altra”. Come sottolineato da Rory Cappelli, l’artista si interroga sui “non luoghi” della filosofia contemporanea, evocando la fragilità delle nostre realtà socio-politiche. «Quando dipingo, arricchisco la suggestione visiva con significati profondi e dettagli significativi», spiega Adamo, invitando il pubblico a un’esperienza sensoriale e personale.
Arte cinese contemporanea a rhinoceros – Roma
Rhinoceros, un centro culturale nel cuore di Roma, ospita, dall’11 settembre al 6 gennaio, una mostra collettiva intitolata Xi Niu: In Search of New Routes. Questo progetto riunisce sette artisti cinesi, evocando il concetto di viaggio e resilienza. Il titolo ‘Xi Niu’, che significa ‘rinoceronte’ in cinese, riflette un viaggio storico e culturale, profondamente legato alla Via della Seta.
Tra gli artisti esposti, Cao Minghao e Chen Jianjun si sono già distinti nella rassegna Rethinking Nature al Madre di Napoli. Le loro opere criticano le politiche ambientali e il loro impatto sulle comunità locali in Cina. La mostra, curata da Claire Shiying Li, va oltre la mera commercializzazione della storia, rappresentando la Via della Seta come un punto di incontro per culture e innovazioni che hanno influenzato sia l’Europa che l’Asia.
Giovanni Sesia e la fotografia della memoria
Giovanni Sesia, artista milanese, esplora la fotografia come un veicolo di memoria, presentando il suo lavoro Sorridi presso la galleria Fabbrica Eos a Milano. Sesia recupera fotografie anonime da archivi di ex ospedali psichiatrici, intervenendo su di esse con pittura e stratificazioni che rendono apprezzabili e al contempo evanescenti i volti ritratti.
Oltre ai ritratti, la mostra include nature morte che ritraggono fiori e ortaggi, simboleggiando il ciclo della vita. Qui, Oggetti quotidiani diventano metafore di memoria e assenza, unendo il passato al presente attraverso l’arte. La sensibilità dell’artista cerca di restituire dignità a storie che altrimenti rischierebbero di essere dimenticate.
Simone Domeniconi al Lucca Film Festival
Simone Domeniconi partecipa al Lucca Film Festival con la sua mostra Chess Cyborg Movie, visitabile dall’11 settembre al 2 ottobre. Domeniconi utilizza il gioco degli scacchi come linguaggio artistico per esplorare il cinema, la storia dell’arte e l’intelligenza artificiale. Le sue opere reinterpretano capolavori cinematografici, portando alla ribalta la figura del cyborg e interrogando il pubblico sul significato della creatività nell’era tecnologica.
Stefania Ruggieri: un collage di memoria collettiva
Concludiamo la nostra rassegna a Bari, dove Stefania Ruggieri espone una mostra a cura di Luca Curci e Giulia Tassi. Ruggieri, poetessa e docente, ha dedicato quattordici anni alla decostruzione della cronaca quotidiana. La sua tecnica di collage decontestualizzato riunisce parole e immagini dai media, creando nuove narrazioni e dimensioni di senso.
Nella mostra La resistenza pacifica delle stelle, Ruggieri mette in luce come la memoria collettiva si esprima attraverso il rinnovamento e la distruzione, un processo continuo di resistenza creativa. Attraverso il suo lavoro, l’artista invita il pubblico a riflettere sulla potenza delle parole e delle immagini nel mantenere vive storie e memorie condivise.

