di Alice Rossi
«La distanza che ci unisce” rappresenta innanzitutto la forza di una madre che salva il figlio solo attraverso una denuncia». Così descrive l’onorevole Martina Semenzato, presidente della Commissione d’inchiesta sul femminicidio e le violenze di genere, il romanzo scritto a quattro mani da Anna Tiziana Torti e Lorenzo Greco, edito da Mondadori. In quest’opera, i due autori condividono il loro percorso di rinascita dopo aver vissuto episodi di violenza domestica, in cui il figlio era l’abusante nei confronti della madre. È la prima volta che un maltrattante condivide la propria esperienza e il proprio cammino all’interno di sedi istituzionali.
L’importanza del racconto e della denuncia
L’onorevole Semenzato sottolinea la centralità della denuncia nella violenza di genere: «Parlare di denuncia è fondamentale, perché è un modo per uscire dalla spirale della violenza. Qui abbiamo un figlio che ha trovato la via giusta per liberarsi dalla violenza e per ricostruire il legame con la madre». Il libro è stato presentato in un nuovo appuntamento del progetto “Taccuino. Nuovi linguaggi contro la violenza di genere”, il 23 settembre 2026, presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.
Il progetto “Taccuino” e i nuovi linguaggi
Semenzato enfatizza la rilevanza della collaborazione tra «uomini e donne, e tra donne e uomini», affermando che «solo così possiamo pensare di superare ogni forma di violenza». La presidente del progetto spiega: «L’obiettivo è utilizzare nuovi linguaggi, come danza, musica, teatro, sport, letteratura e cinema, per avvicinarsi ai giovani e sensibilizzarli sul tema della violenza di genere». La creatività diventa quindi un veicolo potente per trasmettere messaggi di prevenzione.
Iniziative nelle scuole e cortometraggi
Di ritorno dalla Mostra del Cinema di Venezia, Semenzato evidenzia l’importanza delle collaborazioni con tre ministeri: Cultura, Pari Opportunità e Istruzione. Questi enti hanno lavorato insieme per realizzare cortometraggi in centinaia di scuole italiane, affrontando il tema della violenza di genere in modo innovativo e coinvolgente, per sensibilizzare i più giovani.
Parlare il linguaggio dei giovani
La presidente del progetto evidenzia che per educare i giovani alla lotta contro la violenza di genere, è fondamentale utilizzare un linguaggio a loro familiare. «Anche l’intelligenza artificiale e i social media sono strumenti essenziali, ma devono essere governati, controllati e indirizzati in modo responsabile per renderli efficaci nella sensibilizzazione».
Conclusione: Un impegno collettivo
Il romanzo “La distanza che ci unisce” e le iniziative collegate rappresentano un passo importante nel combattere la violenza di genere. Attraverso la condivisione di esperienze personali e l’uso di linguaggi innovativi, è possibile avviare un cambiamento significativo nella società. La collaborazione tra istituzioni, autori, artisti e educatori è fondamentale per creare una cultura di rispetto e prevenzione della violenza.
Ultimo aggiornamento: sabato 26 settembre 2026, 10:21
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