Gli smart glasses stanno rapidamente diventando accessibili a un pubblico più ampio, ma con questa diffusione emergono gravi preoccupazioni legate alla privacy. Non si tratta solo della privacy di chi indossa questi dispositivi, ma anche di tutte le persone che si trovano davanti alle loro telecamere. In Australia, il dibattito è diventato così rilevante che il Comune di Brisbane ha preso misure concrete nelle piscine pubbliche, mentre a livello nazionale si stanno discutendo nuove normative sulla privacy.
Il caso delle piscine di Brisbane è emblematico e potrebbe rappresentare un precedente per altre strutture pubbliche. Il Brisbane City Council ha vietato fotografie e registrazioni non consensuali in tutte le 21 piscine pubbliche, non solo con smart glasses, ma con qualsiasi dispositivo dotato di telecamera. Questo approccio, che mira a tutelare la privacy degli utenti, non attacca la tecnologia di per sé, ma il comportamento che essa facilita.
La decisione di Brisbane arriva in un contesto di crescente preoccupazione rispetto all’uso di smart glasses. Il sindaco Adrian Schrinner ha sottolineato l’importanza di proteggere le persone, in particolare i bambini, da registrazioni indesiderate. I modelli economici di smart glasses stanno ampliando il potenziale per un uso improprio. Le piscine, frequentate da famiglie e bambini, sono luoghi particolarmente vulnerabili a questa nuova realtà.
È interessante notare che in Queensland, la legge consente di fotografare o filmare individui in aree pubbliche senza il loro consenso. Tuttavia, il Comune di Brisbane sta affrontando la questione attraverso le regole di accesso alle proprie strutture. Anche se una registrazione potrebbe essere legale, chi entra in una piscina pubblica è tenuto a rispettare le normative stabilite dalla gestione.
Da questo punto di vista, l’Attorney-General Michelle Rowland ha esortato altri enti locali ad esplorare la questione privacy nei loro spazi pubblici. Ciò include strutture come centri per l’infanzia, palestre e negozi. Sebbene non sia in discussione un divieto totale di importazione di smart glasses, il governo australiano sta cercando di elaborare norme che possano adattarsi anche alle innovazioni future.
Il dilemma fundamental è l’equilibrio tra l’uso legittimo degli smart glasses e il rischio di sorveglianza occulta. È fondamentale individuare strategie che impediscano l’uso improprio di questi dispositivi, come la registrazione di altri senza il consenso. L’eSafety Commissioner australiano ha già proposto misure significative, tra cui la sfocatura automatica dei volti di coloro che non hanno dato il consenso.
Concludendo, l’Australia sta cercando di stabilire regole adeguate prima che l’uso degli smart glasses diventi la norma. Le piscine di Brisbane sono il laboratorio anticipato di un problema che potrebbe espandersi rapidamente ad altri spazi pubblici. L’obiettivo è tutelare i diritti alla privacy, affinché le persone possano sentirsi sicure mentre interagiscono in luoghi condivisi, senza il timore di essere riprese senza il loro consenso.

